Ti guadagnerai il pane col sudore della fronte

L’annuncio recita: “Azienda avviata cerca impiegati per diverse posizioni: rappresentanti, centralinisti, insegnanti, formatori. No vendita. No mediazione”. La gentile centralinista spiega che si tratta di formazione e supporto clienti per un prodotto altamente tecnologico: lavoro part time o a ore, a seconda delle esigenze, paga ben più alta del minimo di legge. Sembra ottimo per uno studente squattrinato. Se ti interessa, vieni alla presentazione di mercoledì alle 16.00, in via HaPisgah 8. Il centro congressi è pulito e anonimo. Al primo piano una signora con parrucca prende in nomi e chiede da chi siamo stati invitati. Guardandomi in torno vedo solo completi neri e camicie bianche, kippah nere, gonne e maniche lunghe, parrucche: sono tutti, ma proprio tutti, ortodossi hardcore. Le sedie in sala sono divise da un corridoio centrale: gli uomini siedono a destra, le donne a sinistra. Nel corridoio quattro lavagne di alluminio impediscono la vista tra una navata e l’altra: che non si induca in tentazione il timorato di Dio. Il proiettore è acceso su un grande logo DGL Cosmetics Paris. Mi siedo in ultima fila. Finalmente il presentatore entra, completo nero kippah nera camicia bianca, e si piazza in piedi a fondo sala, in linea con le lavagne: senza vederci, sia uomini che donne lo vediamo. “Per prima cosa vi presenteremo il problema, poi la geniale soluzione che abbiamo trovato”. E parte con le diapositive. Il problema pare essere l’inquinamento globale, dall’effetto serra al DDT, per le pessime conseguenze che ha sulla pelle del volto. Eh già, mie care signore. Infatti le tossine nell’aria e nel cibo che mangiate fanno morire le cellule, spuntare le rughe, invecchiare il vostro aspetto. E’ proprio vero: è tutto documentato da fotografie e clipart su sfondo azzurro. Fortunatamente gli studi Swartz di Parigi hanno trovato la soluzione nel quintuplo principio attivo di piante esotiche, racchiuso in questo elegante pacchetto porpora. A mezzora dall’applicazione della crema, il risultato sarà un shock. La vostra incredulità dimostra quanto incredibile sia la nostra tecnologia.

La spiegazione è artatamente confusa, il filo logico attorcigliato. En passant, due dirigenti dei laboratori sono ebrei: non sia mai che lavoriamo per i gentili.

Ma ora passiamo al vostro lavoro: non si tratta di vendere, non si tratta di convincere. Si tratta di trasmettere informazioni. Il vostro numero di telefono verrà stampato su questo facsimile in cui tutto è scritto e vi verrà mandato via posta elettronica. A voi la scelta di quante copie stampare e dove appenderle. E sventola una copia dell’annuncio a cui tutti abbiamo risposto. Questa invece è la lista di informazioni che dovete trasmettere: 11 punti. Saranno le persone a chiamare voi, voi risponderete e seguirete l’ordine dei punti: come ti chiami, da dove chiami, che professione fai, …, dove ti è più comodo partecipare alla presentazione. Per ogni persona che vi contatterà e che andrà alla presentazione e si iscriverà, voi guadagnerete 900 shekel. E per aver fatto cosa? Risposto ad una chiamata di tre minuti. Non male. E non finisce qui: per ogni persona che si iscrive tramite la persona che voi avete fatto iscrivere, guadagnerete 100 shekel. Ecco a voi Avner, un testimone: dicci, Avner, quando sei entrato nella nostra azienda? Due mesi fa, ottimo. E quante persone hai fatto iscrivere? Una a settimana, eccellente! E loro hanno fatto iscrivere a loro volta? Ah sì, una media di due persone a testa?! Fatevi due conti in tasca, signori. In questo prospetto che vi abbiamo preparato sulle slides, con un impegno di mezzora a settimana potete tranquillamente arrivare ad un indotto di 386 mila shekel all’anno! Vedo la mano alzata di un ragazzo in ultima fila: non ora, domande alla fine prego.

Eppure alla fine non c’è spazio per domande, ma ci si divide in tanti gruppetti ciascuno diretto da un rappresentante esperto, mantenendo la rigorosa distinzione tra sessi. Io capito col capo, e la domanda mi bolle in petto come il sangue al cervello che mi è salito nella sua mezzora di sproloquio. Belle le foto del prima e del dopo la cura che ci fai passare sotto gli occhi, davvero una cremina miracolosa.“Ma dimmi, com’è che guadagnerei 900 shekel senza fare assolutamente nulla?”
“Ma come, certo che faresti qualcosa! Passeresti informazioni”.
Sogghigna il mio vicino, uno studente d’ingegneria di un istituto religioso del centro: “E poi scusa, non ti va di guadagnare facile?”
“Nessun problema a guadagnare facile, purchè guadagni il prezzo del servizio che erogo. Qui vendiamo aria, in forma di una iscrizione all’albo dei rappresentanti dell’azienda. Che facciano cosa? Portino altri rappresentanti dell’azienda che…”
E l’ingegnere di nuovo incalza: “Ma a te cosa importa, finchè ti arrivano i soldi”
“Sì, ma vorrai anche fare un lavoro onesto, oltre che i soldi, o anche solo un lavoro nel vero senso della parola…”
“Certo certo certo – taglia corto il presentatore che da vicino ha dei denti mostruosamente gialli e bavosi, e nei suoi occhi già cattivi saetta un baleno di puro odio – se volete parlare potete accomodarvi fuori. – E facciamo silenzio. Quindi prosegue con un sorriso tirato rivolgendosi a me – Se vendessimo aria, sarebbe un lavoro disonesto, ma qui non vendiamo aria. Infatti, con l’apertura del punto di connessione – così chiamano la quota d’iscrizione all’albo dei rappresentanti – si ricevono delle confezioni del prodotto che possono essere vendute…”
“O buttate via – lo interrompo – Ma comunque io, in quanto buttadentro, intasco i miei 900 shekel dall’iscrizione. Questo è ciò che conta. Si può dire che le confezioni siano un…omaggio di benvenuto nella grande famiglia. O, più  in generale, si potrebbe dire che gli interi laboratori Swartz siano una montatura per coprire quello che è il vero prodotto, l’iscrizione all’albo, e il vero cliente: noi adesso. Da domani, una volta pagata la quota d’iscrizione, allora forse potremo dire di essere lavoratori. Ma qui a questo tavolo, adesso, siamo per te una mazzetta di soldi ambulante. – Mi guarda esterrefatto – Piuttosto, a quanto ammonta questa mazzetta? Quanto ci costa l’iscrizione? Se il venditore di prima mano fa 900 e il secondo rivenditore 100 e così via riducendo fino al quinto rivenditore, sarà sicuramente più di 1500 shekel, perchè vorremo pur dare una mancia al grande presentatore, ai suoi segretari e ai suoi avvocati che sicuramente deve pagare per non finire arrestato per frode…no?”

Avrei voluto essere così dirompente e teatrale, istrionico. Ma purtroppo, complice la rabbia e l’ebraico, mi limitai ad un misero “Io non lavoro così, mi spiace. Non vendo una licenza per vendere se stessa. Nè la compro”. Una stretta di mano e un’alzata di spalle, salvo poi voltarmi appoggiarmi al tavolo e inclinarmi verso di lui fissandolo negli occhi e intimando: “Questo sistema è legale, vero?”.
Rosso in viso, coi pugni chiusi, mi lascio alle spalle quella massa di zombie ottusi e opportunisti impinguinati nelle loro kippah e parrucche. Così gli uomini di Dio, per l’ennesima volta, si fanno beffa degli uomini.

PS

Stanno accoccolati sui sedili dell’autobus di fronte a me. Si tampinano e rubano la kippah srugah, ricamata, in continuazione. Quello di sinistra, scuro di carnagione, chiede se quello là, sì, quello là in piedi davanti alla porta, non sia arabo. “Tu odi gli arabi?” chiede di punto in bianco l’altro.
“Sì”, risponde senza problemi il primo.
“Io no. Non li amo, ma neanche li odio”.
L’altro lo guarda scettico. Allora prosegue:
“Io sono di sinistra” fa come per spiegarsi, e poi asserisce: “Il popolo d’Israele è di sinistra”. E con questo chiude la conversazione. Ricominciano a tampinarsi.

Avranno dieci anni, torneranno a casa dal dopo scuola. Il secondo scende alla fermata della stazione degli inglesi, da fuori si attacca al vetro dell’autobus e fa capire che correrà all’altezza dell’amico mentre l’autobus riparte. Si toglie la kippah e la mette in tasca, l’autobus riparte e lui comincia a correre ridendo.

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